Dal dopoguerra agli anni ‘60

Nella generale euforia della ripresa nel dopoguerra riparte con grande slancio l'attività papirista. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono considerati gli anni d'oro della goliardia. Il papiro diventa terreno di abilità disegnative, compositive, satiriche e sperimentali con caricature, vignette, scritte multiformi. Protagonista indiscusso del rinnovamento fumettistico e autore di centinaia di papiri fu il pittore Enrico Schiavinato (Rico). Sono in piena attività "i tre bocie" matricole papiriste fin dagli anni trenta (Giorgio Piovan, Giorgio Lorenzoni e Gianni Salce). Si afferma il disegnatore di papiri per eccellenza Tito Bignozzi, la cui carriera nel campo durerà oltre cinquant'anni.

"2Big papiro corporation" furono Fiore Abruzzese e Enzo Bandelloni. Papiristi di buona inventiva furono Giorgio Baroni (Le Baronier) e il fratello Franco, Dino Tamburini, Alonso Ragone, Salvatore La Rosa (Toto), Camillo Bianchi (Cam), Guip, Tullio Pasinato (Pasi). Pittori e grafici prestati al papiro furono Giulio Ongarelli, Ubaldo Bosello e Millo Bortoluzzi jr., Dino Durante e Sergio Crepaz.