Gli anni venti e trenta

Se Primo Sinopico, seguito da Robinet, fissa i canoni della caricatura umoristica nei papiri di laurea nell'anteguerra, negli anni Venti e Trenta il papiro viene assimilato all'illustrazione. Antonio Menegazzo (Amen) e Giorgio Perissinotto (Peri) sono i capiscuola, seguiti da studenti abilissimi nel disegno satirico: Sigfrido Troilo, Lino Lazzarini, Giorgio Facchi, Lorenzo Minio, Fabia Gatti, Bigi, Protheus, Toni Galata, Cencio Pertile, Silva, Luzzatti, Garcea.

Tra gli Venti e i Trenta troviamo in prima linea i futuristi Carlo Maria Dormal (protagonista della goliardia), Nello Voltolina (Novo), Ottorino Dalla Baratta (OTTO) che adottano soluzioni grafiche d'avanguardia come la cifra robotica e geometrica, giocata sull'alternanza biano/nero, creata da Depero.

Tra le due guerre compaiono anche le firme di pittori come Luigi Brunello e Giulio Marcato e del grande disegnatore e scultore, genio della maschera, Amleto Sartori.