I papiri delle donne

Un dipinto della prima donna laureata in Filosofia all'Università di Padova nel 1678, Elena Lucrezia Corner Piscopia, possiede alcuni caratteri del papiro "ante litteram": il cartiglio con legenda ragguaglia sull'eccezionale evento.

Si dovrà, infatti, arrivare al Novecento per trovare papiri di laureate. I nomi femminili che compaiono nelle epigrafi ottocentesche sono per lo più di madri e congiunte amorevoli, alle quali va il merito di aver accudito e sostenuto il laureato. La prima epigrafe femminile del 1880 riguarda non una Facoltà ma una Scuola di specializzazione. Anche quando a partire dal 1919 ci sarà il riconoscimento della parità del titolo universitario, nei papiri di laurea delle donne ci sarà sempre il rimando allo stereotipo dell'amata, della moglie e della madre.

Negli anni Trenta le laureate aumentano di numero ma la chiave satirica dei papiri non muta. Sarà verso la fine degli anni Cinquanta, con l'affermarsi di un nuovo e combattivo protagonismo femminile, che troveremo una rappresentazione più emancipata e autoironica della donna. Tra le autrici di papiri si fa notare il tratto sicuro e sintetico di Fabia Gatti.